Il riciclo dei rifiuti è la leva strategica per l’industria italiana

I rifiuti sono una miniera urbana da sfruttare, in particolare RAEE e plastica. Non serve ricorrere a nuove estrazioni di materie vergini: basta riciclare. È il messaggio forte che emerge dal rapporto “Il riciclo in Italia 2025”, realizzato dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile e presentato alla fine dell’anno scorso nell’ambito della Conferenza nazionale dell’Industria del riciclo. Analizzando i dati del 2024 relativi all’andamento di 19 filiere, il riciclo dei rifiuti si rivela d’importanza strategica per l’industria italiana. Perché, a fronte di una nazione fortemente dipendente dall’importazione di materiali – a costi sempre più crescenti – la via da seguire è quella del recupero delle materie prime.

Secondo quanto riporta il Report, nel 2024 la dipendenza dalle importazioni di materiali dell’Italia è stata del 46,6%, più del doppio della media europea (22,4%) e maggiore degli altri grandi Paesi; anche il costo delle importazioni di materiali è salito: da 424,2 Mld € nel 2019 a ben 568,7 Mld € nel 2024, con un aumento del 34%.

Nell’industria italiana anche nel 2024 continua però a crescere l’utilizzo di materiale riciclato, grazie all’86% di tutti i rifiuti gestiti (tra urbani e speciali). I nuovi dati Eurostat raccolti dal rapporto parlano di un tasso di utilizzo circolare di materia che si è attestato al 21,6%, segnando una crescita di 0,5 punti percentuali rispetto al 2023; a fronte di una media UE del 12,2%, del 17,8% della Francia, del 14,8% della Germania, e dell’7,4% della Spagna.

In questo quadro positivo emergono però due settori sono fortemente in difficoltà: la crisi del riciclo delle plastiche e lo stallo nella crescita della raccolta e riciclo dei RAEE – rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche.

In ambito plastico, come evidenziato anche da Ecopolietilene, consorzio di Sistema Ecolight dedicato alla gestione dei rifiuti da beni in polietilene, nonostante anche nel 2024 siano aumentate sia la raccolta differenziata sia la quantità avviate al riciclo dei rifiuti degli imballaggi in plastica, arrivando al 51,1 (oltre il target europeo del 50%), l’attività industriale di riciclo delle plastiche è entrata in crisi: i fatturati sono calati, domanda e prezzi sono scesi ai minimi. L’industria nazionale del riciclo delle plastiche deve così affrontare, a fronte di una domanda ridotta, la concorrenza del forte calo dei prezzi dei polimeri vergini e di quelli delle plastiche riciclate importate, mentre deve sostenere elevati costi energetici e consistenti costi di smaltimento, con inceneritori o discariche delle plastiche non riciclabili.

Sul lato RAEE, l’Italia registra un tasso di raccolta ben inferiore alla metà del target europeo: meno del 30% contro l’obiettivo del 65%. I rifiuti elettronici si confermano però come un’importante miniera di materie prime critiche e strategiche, indispensabili per diversi e importanti settori industriali. Ecolight, il consorzio di Sistema Ecolight per i RAEE, ed Ecolight Servizi, realtà che opera al fianco delle aziende nella gestione dei rifiuti professionali, da sempre sono impegnate nell’incrementare la raccolta dei rifiuti elettronici. Il consorzio è in prima linea con campagne mirate di sensibilizzazione, Ecolight Servizi si pone al servizio delle imprese della distribuzione per agevolare l’Uno contro Uno e per la gestione dei RAEE professionali.