Guida al riciclo dei piccoli RAEE: l’obbligo (e il valore) di conferirli correttamente

Tanto diffusi, quando difficili da intercettare. Sono i rifiuti generati dai piccoli dispositivi elettronici che ormai riempiono – con ogni tipo di forma e di funzione – le nostre case. Vecchi smartphone, caricatori logorati, spazzolini elettrici e auricolari rotti rappresentano la vera sfida della transizione ecologica. Classificati come RAEE appartenenti al raggruppamento R4, questi oggetti vengono quasi di norma riposti in cassetti e poi dimenticati, oppure troppo spesso assimilati ai rifiuti comuni e conferiti non correttamente.

Solo uno su sei ce la fa

Si stima che solamente un dispositivo su sei (circa il 16%) segua un percorso corretto di recupero e riciclo. Gli altri cinque, se non rimangono dimenticati in cantina o in qualche cassetto, finiscono direttamente nei sacchi dell’indifferenziata o nei cassonetti della plastica, scomparendo così dai radar della filiera ufficiale. Un raffronto con altre tipologie di RAEE: non avviene così, per esempio, con frigoriferi e lavatrici. In questi casi, circa la metà viene raccolta correttamente e avviata a riciclo.

Perché cuffie e auricolari sono importanti?

Che si tratti di un paio di cuffie, un telefonino oppure un rasoio elettrico rotti, tutti i piccoli RAEE costituiscono un valore; sono una vera e propria “miniera urbana”: al loro interno custodiscono materiali importanti che devono essere recuperati correttamente. Contengono un potenziale che porterebbe alla riduzione della dipendenza dalle materie prime. Al tempo stesso, possono rappresentare un elemento inquinante. Ad esempio, la sempre più frequente presenza di batterie integrate rende la loro dispersione nell’ambiente estremamente pericolosa per la potenziale contaminazione da sostanze tossiche, oltre a sottrarre importanti quantitativi di pile che possono essere riciclate a loro volta.

Dove portarli?

Invertire la rotta è possibile. Quando gli auricolari o lo smartphone si rompono o un caricabatterie non funziona più, sono tre i canali per un corretto conferimento di questi piccoli RAEE. E sono tutti gratuiti:

  • isole ecologiche comunali: ogni comune italiano è dotato di aree di raccolta provviste di contenitori dedicati alla categoria R4;
  • ritiro “Uno contro Zero” nei grandi store: i negozi di elettronica con superficie di vendita superiore a 400 mq hanno l’obbligo legale di ritirare gratuitamente i dispositivi sotto i 25 cm, senza alcuna necessità di effettuare un nuovo acquisto;
  • ritiro “Uno contro Uno”: qualsiasi attività commerciale che vende elettronica, a prescindere dalle dimensioni del negozio, deve ritirare lo scarto elettronico equivalente al momento dell’acquisto di un nuovo prodotto. Questo obbligo vale anche per gli acquisti fatti online.
Una raccomandazione: togliere le batterie

Da non dimenticare: prima di buttare una vecchia apparecchiatura, verificare la presenza di batterie e, se possibile, estrarle per conferirle nel raccoglitore dedicato.

Svuotare i cassetti dai vecchi device inutilizzati e consegnarli ai centri specializzati non è solo un obbligo normativo, ma un passo cruciale per attivare e supportare processi di economia circolare. Il consorzio Ecolight si fa promotore di una crescente sensibilizzazione ambientale.

E se i tuoi RAEE sono prodotti da un’azienda, contatta Ecolight Servizi.