La raccolta dei RAEE diventa arte per coinvolgere tutta la popolazione di una città. È dedicato ai rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche il progetto Terra Rara che il consorzio Ecolight, in collaborazione con il Comune di Varese e con la curatela di Karakorum impresa sociale, ha presentato il 22 settembre a Varese. Alla conferenza stampa sono interventi Walter Camarda,

presidente di Ecolight; Nicoletta San Martino, assessora alla tutela ambientale, sostenibilità sociale ed economia circolare di Varese; Enzo Rosario Laforgia, assessore alla cultura di Varese; Stefano Beghi, direttore creativo di Karakorum impresa sociale.
Terra Rara è un’iniziativa ideata con il preciso scopo di sensibilizzare sull’importanza di una corretta gestione dei RAEE che ha come ambizione quella di coinvolgere un’intera città. Il progetto infatti si propone come un’azione collettiva capace di andare a coinvolgere cittadini e studenti, oltre che enti, associazioni e imprese del territorio nella raccolta dei RAEE, focalizzandosi su quelli di piccole dimensioni (appartenenti al raggruppamento R4) come smartphone, auricolari, mouse, caricabatterie e giochi elettronici, ma anche piccoli elettrodomestici quali frullatori, telecomandi e rasoi. Sono quei RAEE che spesso rimangono in fondo al cassetto o in cantina e aspettano solamente di essere conferiti correttamente.
Il progetto in cinque punti
- Terra Rara innanzitutto andrà a coinvolgere il mondo delle scuole, con una campagna di sensibilizzazione e workshop negli istituti superiori sull’importanza di una corretta raccolta dei rifiuti elettronici.
- Dalla seconda metà di ottobre fino al 27 novembre, prenderà vita una campagna di raccolta nelle scuole, in alcuni luoghi pubblici e strutture che aderiranno al progetto.
- I materiali raccolti saranno affidati all’artista Livia Paola Di Chiara che li selezionerà per dare vita a un’opera contemporanea dal titolo Terra Rara. La composizione dell’opera verrà effettuata “in diretta”, negli spazi a lato dell’ex teatro Politeama, messi a disposizione dalla Fondazione Molina, con l’intento di trasformare uno spazio “vuoto” in un luogo simbolico di incontro e di partecipazione. Il lavoro coinvolgerà infatti il più possibile la popolazione, che potrà assistere in forma libera al processo di creazione, offrire suggestioni, dialogare con l’artista e rendersi simbolicamente protagonista dell’azione trasformativa, facendo dell’arte visuale un’occasione di incontro, riflessione e presa di coscienza del riuso sostenibile delle risorse.
- L’opera sarà quindi esposta in occasione del periodo natalizio negli spazi al piano terra di Palazzo Estense.
- Al termine, l’installazione sarà smontata e i materiali di cui è composta saranno inviati agli impianti di trattamento dedicati. Tutta la parte operativa sarà gestita da Impresa Sangalli.
